Allora forse aveva davvero ragione Silvio Berlusconi: Pier Luigi Bersani, leader del Pd, sta seriamente pensando di collaborare con l’ormai ex Premier Mario Monti e il suo movimento politico. Per quale motivo, visto il continuo e netto diniego ad un eventuale accordo tra le parti. Forse le male lingue potranno addire come motivazione quella della paura della risalita di Silvio Berlusconi nei sondaggi. Forse, o forse no.

Sta di fatto che sia Bersani, sia Monti hanno detto sì: “Noi siamo prontissimi a collaborare con tutte le forze contro il leghismo, contro il berlusconismo, contro il populismo. E quindi certamente anche con il professor Monti” le parole di Pierluigi Bersani da Berlino. La replica di Monti da Pordenone: “Apprezzo ogni apertura e ogni disponibilità e anche questa frase che Bersani ha detto dalla Germania, dove, mi pare, la politica fatta in quest’ultimo anno con l’aiuto del Parlamento, è stata apprezzata”.

Bersani era ospite al German Council on Foreign Relations: “Monti è arrivato da solo. Era il professor Monti. Non aveva una forza politica né una maggioranza parlamentare. Gliele abbiamo date noi. Noi abbiamo voluto Monti, noi abbiamo affrontato il popolo che ha visto la riforma del lavoro e delle pensioni. Ci riteniamo protagonisti nel bene e nel male di questo anno e mezzo”. La reazione di Ingroia è veemente: “Bersani ha fatto la sua scelta. Quella di stare dalla parte dei poteri forti tutelati da Monti anziché dei cittadini senza potere che evidentemente siamo solo noi a tutelare. Gli elettori ne prendano atto”.

Dal centrodestra le reazioni non si sono fatte attendere: “Bersani si dice “prontissimo a collaborare con Monti. Che c’entri una certa banca di Siena? Più dell’onor potè l’inciucio…», ha scritto su Twitter Roberto Maroni.