Le dimissioni di Mario Monti non hanno scatenato solo gli europarlamentari e la stampa estera. Alla faccia della presunta freddezza, il suo addio annunciato (e il contemporaneo Ritorno del Re, alias Berlusconi) ha rimescolato parecchi stomaci, a discapito, talvolta, della lucidità di analisi.

Leggiamo dall’ultimo editoriale di Beppe Grillo (foto by InfoPhoto):

Rigor Mortis, offeso, si dimette da solo, senza essere sfiduciato dalle Camere, in modo assolutamente irrituale (forse anche incostituzionale). Invece di andare in Parlamento va da Napolitano”.

Insomma, secondo Beppe Grillo (o secondo il tizio che gli scrive i post), ciò che è accaduto settimana scorsa sarebbe del tutto anomalo, in quanto Monti non sarebbe stato sfiduciato direttamente dalle camere (crisi parlamentare). Peccato che l’unico governo a cadere in seguito a una crisi parlamentare sia stato quello guidato da Romano Prodi nel 1998. In tutti gli altri casi (a parte quello del governo De Gasperi del ’53, che tuttavia venne sfiduciato ancor prima di insediarsi), si è avuta una crisi extraparlamentare, esattamente come quella che ha condotto alle pre-dimissioni dell’attuale premier. O il democratico Grillo non si ricorda bene la storia del Paese che potrebbe trovarsi a governare, o non sa distinguere tra crisi parlamentare e crisi extraparlamentare (che è quasi peggio).

Nemmeno io, se è per questo (ho ricevuto la dritta dal mio amico Luca Donigaglia). Ma io a febbraio non partecipo alle elezioni.