La caccia al volto popolare per raccogliere voti entra in una nuova dimensione: Michele Misseri, il contadino di Avetrana protagonista del più squallido episodio di cronaca nera degli ultimi anni, si presenterà alle elezioni 2013 con la lista dei Pensionati italiani per la Circoscrizione XXI. Questa è la notizia-shock che apprendiamo dal comunicato che la stessa lista civica ha emesso:

Vi comunichiamo che il Sig. Michele Misseri ha accettato la candidatura nella lista civica dei pensionati italiani per le prossime elezioni politiche 2013. Lo stesso si presenterà per la Circoscrizione XXI (Puglia). La candidatura è possibile perché il regolamento del Ministero degli Interni impone, al fine della ammissione nelle liste, che tutti i candidati presentino un certificato di iscrizione nelle liste del Comune di  appartenenze, un certificato di godimento dei diritti politici ed un certificato penale. Ebbene dal certificato penale del Sig. Michele Misseri rilasciato qualche giorno fa risulta “NULLA”. Il noto procedimento penale che ha in corso risulta sui carichi pendenti della Procura ma tale documento non è rischiesto per la candidatura e non rileva per la stessa”.

Al di là dell fatto che le possibilità di vedere davvero lo sgrammaticato Misseri (foto by InfoPhoto) dissertare in Parlamento di politica comunitaria e legge di stabilità sono prossime allo zero Kelvin, resta la domanda: con quale organo è stata partorita una simile mossa Kansas City? E con quali finalità?

Tre le possibili interpretazioni: o i Pensionati italiani hanno scelto il modo più provocatorio per sottolineare il fatto che, in linea teorica, sia possibile eleggere un potenziale assassino (d’altra parte, fino a prova contraria, Misseri è ancora incensurato). Oppure, cosa più probabile, sono solo a caccia di un po’ di pubblicità. O forse stanno solo cercando un valido antagonista a Berlusconi per il campionato di smentita carpiata. E infatti, immancabile, è arrivata la smentita dello stesso Misseri:

Non ne so niente, non sono mai stato avvicinato da nessuno. La cosa più importante è il processo, la politica non la seguo“.

Fedele alla linea, la sua.