Per la prima volta nella sua storia l’Afghanistan vedrà un passaggio di consegne di due presidenti democraticamente eletti.

Nonostante l’uccisione della fotografa tedesca Anja Niedringhaus e del grave ferimento della giornalista canadese Katthy Gannon alla vigilia, l’altissima affluenza (potrebbe aver superato i 7 milioni di elettori) alle elezioni afghane per le presidenziali, e provinciali, 2014 si possono già ritenere un successo.

“Una sconfitta per i talebani”  ha detto il ministro degli Interni Mohammad Omar Daudzai, “i nemici volevano fermare il processo elettorale. La nostra sicurezza nazionale aveva promesso sicurezza. Oggi, posso dire con fiducia che il nemico ha fallito”.

A Kabul hanno festeggiato vedendo che non erano immagini di uccisioni che facevano il giro del mondo ma che mostravano invece le lunghe code di persone che andavano a votare per scegliere chi li avrebbe rappresentati.

Donne e uomini, anche se divisi, hanno risposto in blocco alla chiamata elettorale, le urne sono state chiuse in ritardo appunto per l’alta affluenza.

L’importanza dell’appuntamento era anche perché, a differenza del 2009, la sicurezza del voto era nelle mani della polizia, esercito e unità speciali afgane. La Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), pur posta in stato di allerta, non risulta che sia intervenuta.

L’immagine è anche quella dei votanti che hanno dovuto intingere il dito nel calamaio pieno di inchiostro per evitare i brogli. Il successo anche a Kandahar, roccaforte meridionale dei talebani.

L’attuale presidente della repubblica, Hamid Karzai, prima di inserire le schede nelle urne ha detto che “il voto porterà una vita più prospera per i nostri figli e le generazioni future”. (foto by InfoPhoto)

Tra i possibili successori di Karzai, i risultati finali si sapranno a fine mese, Ashraf Ghani che è sposato con Rula, di origini libanesi-americane e di religione cristiana. Probabile per l’Afganistan quindi anche una first lady non islamica, segno rivoluzionario per quella terra martoriata.