Le elezioni amministrative 2013 hanno sancito la grande rinascita del Partito Democratico, avanti pressoché in ogni città, la tenuta (lenta) del Partito della Libertà e il crollo del Movimento Cinque Stelle, fuori da tutti i ballottaggi. Ma a vincere, e di gran lunga, è l’astensione: quattro italiani su dieci, infatti, hanno deciso di non esprimere il proprio voto.

A Roma vanno al ballottaggio Gianni Alemanno e Ignazio Marino; il sindaco uscente sa che l’impresa di riprendersi la guida della Capitale è molto difficile, ma lancia un monito perché “nessuno vuole essere il sindaco del 50% dei romani. Mi auguro che in questi 15 giorni si riesca a fare un dibattito serio su quello che serve a questa città. La prima fondamentale riflessione da fare è relativa al capire perchè la metà dei romani non è andata a votare”. Se n’è accorto il primo cittadino di Roma, ma l’ha capito anche Ignazio Marino. Ma di fatto, a spogli pressoché terminati, il dato è allarmante: gli astensionisti sono stati il 44,66%, con un calo di quasi 16 punti (-15,34%) rispetto alle precedenti consultazioni.

Crolla il Movimento 5 Stelle, fuori anche dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta. A Vicenza, Pisa e Massa, gli esponenti M5S non sono pervenuti. Crollo anche per la Lega, in difficoltà pressoché dappertutto.