In 67 comuni domenica e lunedì si vota al ballottaggio per le elezioni comunali. Sono 11 i capoluoghi di provincia in cui i due candidati che al primo turno hanno preso più voti si giocano la poltrona di sindaco.

Il riepilogo su Roma lo trovate qui.

Nelle altre città il voto di Siena dopo lo scandalo del Monte dei Paschi ha un significato politico con ampi riflessi nazionali: per la prima volta da 20 anni il candidato di sinistra non ha vinto al primo turno. Bruno Valentini e il centrosinistra devono quindi passare dal ballottaggio per battere il centrodestra di Eugenio Neri, sebbene da una posizione di larghissimo vantaggio (39,5% contro 23,37% al primo turno).

Brescia è la città più grande al ballottaggio dopo la Capitale. Qui la lotta è serrata. Infatti i due contendenti al primo turno sono stati separati dallo 0,07%, pari a 74 voti. Il leggerissimo vantaggio del centrosinistra di Emilio Del Bono sul sindaco uscente di centrodestra Adriano Paroli dovrebbe essere sensibilmente aumentato nei giorni scorsi: infatti Del Bono ha incassato l’apparentamento con la lista di Laura Castelletti, che al primo turno aveva preso il 6,92%. Anche qui l’astensionismo è stato pesante, sebbene non ai livelli di Roma: due settimane fa aveva votato il 65% degli elettori (foto by InfoPhoto).

A Treviso il centrosinistra di Giovanni Manildo vede avvicinarsi la possibilità di un risultato storico, quello di battere “lo sceriffo” Giancarlo Gentilini, 84 anni e quattro mandati da sindaco, simbolo della Lega Nord nel Veneto. Manildo ha chiuso il primo turno in vantaggio per 42,55% contro 34,81% per l’avversario del centrodestra.

Gli altri capoluoghi al ballottaggio sono Ancona, Avellino, Barletta, Iglesias, Imperia, Lodi e Viterbo.