Beppe Grillo parla di “virus inarrestabile” perché il Movimento 5 stelle ha vinto in 3 comuni di media dimensione su 160, pur comprendendo il risultato stranissimo di Livorno. Altri parlano di “frenata” per il Partito democratico per la beffa di Livorno, Perugia e Potenza (Padova era sempre stata in bilico), anche se ha vinto praticamente ovunque, strappando inoltre Pavia al centrodestra contro ogni pronostico. Eccessivo, decisamente eccessivo.

Dopo i ballottaggi per le elezioni comunali 2014 ci pensa Matteo Renzi a tirare su di morale i suoi, ma anche a metterli in guardia dal considerarsi sempre superiori (vecchio vizio della sinistra): “I ballottaggi hanno segnato un risultato straordinario, perché quando si mettono le persone giuste si vince. Ma segnano anche la fine delle posizioni di rendita elettorale; è finito il tempo in cui qualcuno sa che in quel posto si vince di sicuro“.

Deve far riflettere molto invece il fatto che domenica sia andato a votare solo il 49,5% degli elettori. Purché non si scambi la realtà per qualcosa d’altro, come ha fatto Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia (la grande sconfitta di queste elezioni): “L’onda lunga di Renzi alle Europee non dico che si sia arrestata, ma si è arenata“. Poi però si ricorda che va ripensata la strategia del suo partito: “Forza Italia da sola non ce la può fare e c’è bisogno di nuove alleanze, ma su basi nuove. La figura del politico deve essere una figura di esempio, di trasparenza e di umiltà. Il centrodestra propone cinque anni di sviluppo, ma ci vuole una ricetta credibile“.