Non è un dietrofront quello di Matteo Salvini in merito ai ballottaggi delle elezioni comunali 2016. Ai microfoni della trasmissione La Zanzara di Radio 24 ha infatti ribadito quanto già affermato poco prima delle votazioni.

A Roma e Torino, dove si presentano Virginia Raggi e Chiara Appendino, la sua preferenza va ai 5 Stelle, come estrema difesa contro il Pd di Renzi: “Ho tanti difetti, ma non cambio idea ogni 15-20 giorni. A Roma voterei per la Raggi e lo stesso discorso vale per Torino”,

Si potrebbe quasi supporre una possibile alleanza tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle, viste le parole di apertura del leader del Carroccio che potrebbero piacere agli attivisti: “Non sono proprietario dei voti di nessuno e non farò appelli al voto ma se qualcuno mi chiede un consiglio, gli dico cambiare. Cambiare chi ha mal gestito Roma e Torino. E dunque non votare mai per uno del Pd e mettere alla prova i 5Stelle. Gli darei il mio voto sia a Roma che a Torino”.

Tuttavia Salvini è chiamato direttamente in causa a Milano, dove il Movimento non è arrivato al ballottaggio. La scelta della Lega di correre da sola ha pagato in termini numerici, almeno stando alle sue affermazioni: “A Milano il 12 per cento la Lega non ce l’aveva da 15 anni. Potevamo prendere di più, certo, ma abbiamo scelto di sacrificarci per la città. Quindi è una scelta che rifarei sei volte”.

La preferenza di Salvini tra i due candidati Beppe Sale e Stefano Parisi è però lampante, e ancora una volta il politico sa bene da che parte schierarsi, nonostante le chiusure del centrodestra meneghino: “Parisi è un candidato bravo che sosterrò con tutte le energie che ho in corpo, però non ha condiviso le battaglie della Lega. Ma va bene così. Milano è troppo importante per fare battaglie personali”.

Non manca un rimbrotto a Forza Italia, che a Milano evidentemente ha retto, arrivando al 20%, mentre a Roma ha capitolato per l’ostinazione di Silvio Berlusconi, oggi ricoverato in ospedale: “Anch’io ho sbagliato a fidarmi di Bertolaso che poi si è rivelato per quello che è, cioè zero. Ma se Berlusconi avesse scelto i suoi alleati naturali, la Meloni e Salvini, al ballottaggio ci saremmo noi. Sicuramente ha favorito Renzi, cosa che andavo dicendo da settimane”.