Come sempre, più si avvicina il giorno delle elezioni, maggiore è l’intensità degli insulti tra gli avversari. La campagna di Forza Italia e del Partito democratico presenta un elemento tattico in comune: in entrambi gli schieramenti sanno che la differenza nelle urne verrà fatta da chi saprà attirare il voto degli astenuti e da chi intende votare il Movimento 5 stelle in segno di protesta. Si tratta di un pacchetto di voti non certo indifferente.

Silvio Berlusconi, nella sua impresa di rimontare lo svantaggio finora attribuito al proprio partito per le elezioni europee del 25 maggio, vede quindi Beppe Grillo come bersaglio principale (foto by InfoPhoto). E usa le stesse armi del nemico: parole pesanti. Apparso sull’emittente La7, l’ex presidente del Consiglio ha dichiarato: “Lui dice le stesse cose che diceva Hitler in campagna elettorale. Questo signore è conosciuto come uno che non faceva lo spettacolo se non era pagato in gran parte in nero. Vederlo che ora fa il moralista in televisione è un qualcosa che mi disturba“.

Ma non basta. Rievocando l’incidente stradale di tanti anni fa, Berlusconi ha detto di Grillo: “Lui è uno esperto sul non entrare in prigione perché con colpa ha ucciso tre amici; lui è riuscito ad uscire dalla sua auto e sono morte tre persone. E’ stato condannato per omicidio plurimo, ha fatto tre mesi di carcere. E’ un pregiudicato, è un assassino, ma la prigione l’ha scampata e non dovrebbe tornare su questi argomenti“.

Grillo, il giorno dopo la sua apparizione al programma Rai di Bruno Vespa, ha replicato: “Sono voci dall’aldilà, non replico neanche. Uno dei più grandi evasori della storia dà dell’evasore a me? E’ fantastico… E’ un pover’uomo che non crede più in quello che dice. Sta zampettando da una televisione all’altra per salvare le sue aziende, non gli elettori“.