Due tedeschi, un belga, un lussemburgese e un greco: nemmeno un italiano tra i candidati al vertice di un’istituzione che l’Italia ha contribuito a fondare. Nel 1957, quando a Roma vennero firmati i due trattati che creavano la Comunità economica europea e la Comunità europea per l’energia atomica, cioè il cuore di quella che sarebbe poi diventata l’Unione europea, il nostro Paese era alle soglie del boom economico, il cosiddetto “miracolo italiano”. Oggi siamo invece trattati come l’ultima ruota del carro.

E’ forse anche per questo che, nella campagna per le elezioni europee 2014 (che da noi si terranno il 25 maggio), di tutto si parla fuorché di temi effettivamente continentali. A quante persone dicono qualcosa i seguenti nomi? Martin Schulz, Jean-Claude Juncker, Guy Verhofstardt, Ska Keller, Alexis Tsipras. Poche, c’è da scommetterci.

Eppure, con ogni probabilità, uno di questi cinque sarà il prossimo presidente della Commissione europea. Colui o colei (Ska Keller è una donna) che prenderà il posto del totalmente dimenticabile Josè Manuel Barroso. La persona a cui faranno capo le decisioni sui finanziamenti da smistare verso le varie nazioni (foto by InfoPhoto). Si tratta di molti miliardi di cui anche solo una piccola parte, se intercettata con intelligenza, potrebbe risollevare non poco la nostra economia. Questa figura per la prima volta non verrà scelta esclusivamente dai leader dei singoli governi. Sarà il Parlamento europeo a dover decidere sulla nomina. Quel Parlamento i cui membri tutti noi siamo chiamati ad eleggere.

Nella serata del 15 maggio, a partire dalle 21, tutti potranno vedere il dibattito tra questi candidati; sarà infatti trasmesso in diretta televisiva e in streaming da tutte le emittenti pubbliche europee; durerà circa 90 minuti. E’ la prima volta che accade; il “teatro” sarà proprio l’aula di Bruxelles del Parlamento.

Martin Schulz, tedesco, è l’attuale presidente del Parlamento europeo. La sua carriera politica è tutta nella Spd teutonica, cioè il partito Socialdemocratico. Dal 1994 è parlamentare europeo nelle file del Partito socialista europeo, per il quale si candida ora alla testa della Commissione. Molti lo ricorderanno per gli accesi scontri avuti con Silvio Berlusconi, soprattutto nel 2003, quando accusò pesantemente sia Berlusconi che Umberto Bossi e, nemmeno troppo velatamente, l’Italia intera.

Jean-Claude Juncker è lussemburghese, piccola nazione di cui è stato primo ministro negli anni ’90. Nel 1997 e nel 2005 fu presidente del Consiglio europeo. E’ il candidato del Partito popolare europeo, l’agglomerato continentale del centrodestra. Molto accese furono le sue frizioni con Tony Blair nel 2005; ancora di più quelle con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel nel 2012, quando protestò contro le eccessive ingerenze di Francia e Germania nelle politiche europee.

Guy Verhofstadt è belga. Ha guidato il governo di quel Paese dal 1999 al 2008. E’ il candidato per l’Alleanza dei democratici e liberali per l’Europa, raggruppamento centrista.

Ska Keller è tedesca ed è la candidata dei Verdi, cioè il Partito verde europeo. 32 anni, è entrata nel Parlamento europeo nel 2009.

Alexis Tsipras, greco, rappresenta l’ultrasinistra. Cresciuto nel Partito comunista greco, nel 2012 la sua lista della sinistra radicale ottenne un notevole successo elettorale. Nel pieno del disastro finanziario nazionale, gli fu affidato l’incarico di formare il Governo, ma rinunciò immediatamente. Guida il Partito della sinistra europea.

Si potranno porre domande in diretta ai candidati attraverso i vari social network, usando l’hashtag #TellEUROPE.