Come sono andate le elezioni europee 2014 fuori dall’Italia? Innanzitutto l’affluenza generale: 43,09%, essenzialmente come cinque anni fa, quando fu al 43% esatto. Molti tra i diretti interessati esultano perché finalmente non c’è stato un calo. Ma leggendo correttamente il dato, significa che più della metà degli elettori europei ancora non si fida dell’Unione europea.

Secondo le prime proiezioni il Partito popolare europeo, di cui fa parte la Cdu tedesca di Angela Merkel (foto by InfoPhoto), resta il raggruppamento principale al Parlamento europeo, ma è dato in netto calo: 212 seggi previsti contro i 274 del 2009. Il gruppo di centrosinistra, il Partito socialdemocratico europeo, è sostanzialmente stabile a 185 seggi (ne perde 8). I liberali dell’Alde scendono a 71 (-12) e i Verdi a 55 (-2).

I partiti che generalmente vengono definiti “euroscettici” hanno ottenuto un’affermazione importante. Anche se suddivisi in vari raggruppamenti, oggi rappresentano 129 seggi, contro i 64 di cinque anni fa. Una forza non omogenea, ma in grado di creare parecchio scompiglio.

La maggioranza assoluta è di 376 seggi, necessaria per poter approvare la nomina della Commissione europea. Il gioco delle coalizioni (e dei relativi mercanteggiamenti) sarà quindi determinante.