Quindici mesi fa, dopo le elezioni politiche 2013, la coalizione di centrodestra sfiorò il successo, arrivando ad una manciata di voti dal vincere il premio di maggioranza alla Camera e acquisendo al Senato un numero di seggi molto vicino a quello del centrosinistra. In percentuale, i voti erano il 29% alla Camera e il 30% al Senato.

Sembra un secolo fa. Silvio Berlusconi, azzoppato dalla condanna e artefice di una scissione nel suo partito, oggi alle elezioni europee 2014 raccoglie solo cocci: il 16% di una Forza Italia allo sbando. Il Nuovo centrodestra, apparentato nell’Udc, a malapena riesce a superare lo sbarramento: semplicemente non è un fattore. Gli elettori di centrodestra delusi, in gran parte hanno scelto di non votare; si trova qui la chiave della grande sconfitta di Berlusconi (foto by InfoPhoto), il quale una cosa giusta l’ha detta: se il centrodestra è diviso, perde.

Ma all’interno di Forza Italia non sembra esserci ombra di autocritica, almeno tra i primi commenti. Giovanni Toti, consigliere politico di Berlusconi (che consigli efficaci!), ha dichiarato in una nota: “Forza Italia paga pesantemente una campagna elettorale viziata da una decisione che considero gravemente  iniqua da parte della magistratura e che ha privato i moderati italiani del loro storico punto di riferimento. Silvio Berlusconi in campagna elettorale è stato limitato non solo negli spostamenti ma anche nel suo legittimo diritto di parola e questo ha compromesso la possibilità di un confronto ad armi pari con gli altri leader“.

Toti ne ha anche per Angelino Alfano: “La sciagurata scissione del Nuovo centrodestra non ha prodotto all’interno dei moderati nessun effetto virtuoso; anzi, considerato l’apporto di Casini e Udc, l’esperienza di Ncd mi sembra largamente fallimentare come da tempo diciamo. La responsabilità di aver rotto il fronte dei moderati ha prodotto dei frutti avvelenati per tutti“.

Dello stesso tono il commento di Mariastella Gelmini: “L’Ncd ha portato acqua al mulino di Renzi ma non ne ha beneficiato. L’Ncd è una stampella del governo. Che superino o meno lo sbarramento sono una forza ininfluente, tuttavia il popolo dei moderati deve ritrovarsi stabilmente in una coalizione“.

In controtendenza l’ottimismo di Maurizio Gasparri, in un tweet: “Il centrodestra ha numeri per ripartire #guardareavanti“.