I risultati dello scrutinio confermano le prime proiezioni elaborate nella serata del 25 maggio poco dopo il termine del voto: il Partito democratico ha stravinto le elezioni europee 2014 con un margine mai visto prima nelle tornate elettorali italiane. A spoglio quasi terminato, il partito guidato da Matteo Renzi ha incassato poco oltre il 40% dei voti validi.

E’ indubbio che sia stato l’effetto di trascinamento da parte del segretario e presidente del Consiglio a fare la differenza (foto by InfoPhoto). Il suo commento con un tweet lanciato in nottata: “Un risultato storico. Commosso e determinato adesso al lavoro per un’Italia che cambi l’Europa. Grazie“.

Beppe Grillo non è riuscito a catturare tutti i voti che pensava, neanche lontanamente. Il Movimento 5 stelle, pur diventando il secondo partito italiano, ha preso meno voti rispetto alle politiche dello scorso anno: il 21%.

Il crollo del centrodestra è senza mezzi termini: Silvio Berlusconi questa volta non ha fatto la differenza e Forza Italia deve accontentarsi del 16%. Non è andata meglio al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, sulla soglia del 4,3% in zona sbarramento. La Lega Nord si è leggermente risollevata, prendendo il 6%. La sinistra raccolta intorno a Tsipras potrebbe superare lo sbarramento, poco sopra il 4%. Disastro per i centristi di Scelta europea: 0,71%.

L’affluenza è stata, come previsto, molto bassa per gli standard italiani: 57,22%. Nel 2009 fu del 65%. Alle politiche del 2013 votò il 75% degli aventi diritto.