Nelle ultime battute della campagna per le elezioni europee il Partito democratico ha mandato il suo leader sul palco di piazza del Popolo, a Roma. Nella serata del 22 maggio Matteo Renzi, in procinto di chiudere la fase propagandistica per l’appuntamento di domenica 25, ha mandato diversi messaggi agli avversari e all’Unione europea, sia durante il comizio che in televisione, nella trasmissione Rai Porta a porta.

Il comizio del presidente del Consiglio è stato disturbato da un tentativo di manifestazione non autorizzata da parte dei “Movimenti per la casa“. Sono seguiti scontri con la Polizia, che ha eseguito 40 fermi. La Digos ha rinvenuto anche un pugnale.

Renzi dal palco (foto by InfoPhoto) ha anche lanciato una frecciata alla sinistra che guarda troppo a sinistra: “Toglietevi la puzza sotto il naso. Noi dobbiamo andarci a prendere i voti della destra“. Però poco prima è stato più tradizionale, poiché ha mandato a dire a Beppe Grillo di non giocare con i simboli storici del partito: “Giù le mani da nomi che non appartengono a chi non ha neanche la titolarità di pronunciarli. Non si mette nella stessa frase la parola ‘io sono oltre Hitler’ e poi Berlinguer. Sciacquatevi la bocca“.

Nella trasmissione di Bruno Vespa (che va in onda in seconda serata ma viene registrata nel pomeriggio) il premier ha puntato il dito soprattutto sull’Unione europea: “Noi andiamo in Europa per cambiare le cose. Non mandiamo gli europarlamentari del Pd sul tetto a fare degli show, ma per portare l’Italia nella condizione di contare“. E ancora: “Questa è un’occasione storica per l’Italia: o guidiamo il cambiamento, ci facciamo sentire dai burocrati europei, oppure sbagliamo il calcio di rigore della vita“.

Renzi ha anche accennato al caos sulla Tasi e al decreto degli 80 euro: “Dire che la Tasi neutralizza gli 80 euro è una barzelletta. Gli 80 euro sono mensili e per sempre, è una misura strutturale. La vicenda Tasi nasce dall’incredibile pasticcio dell’Imu. Non possiamo fare le tasse comunali e deciderle a Roma“.