Ultimi giorni di alluvione dovuta ai sondaggi elettorali. Dal 10 maggio sarà vietato diffonderli fino al fatidico 25 maggio, giorno in cui si voterà per le elezioni europee 2014 le quali, in oltre quattromila comuni italiani, sono anche accorpate alle elezioni amministrative.

I sondaggi sulle intenzioni di voto vanno sempre presi con le molle, per vari motivi: non sempre i campioni di persone intervistate sono realmente rappresentativi dell’intero elettorato; spesso i metodi seguiti per la rilevazione non vengono spiegati con chiarezza; col passare dei giorni le persone possono cambiare idea; a volte inoltre gli intervistati mentono al telefono; infine, non è escluso che in alcuni casi i risultati dei sondaggi riflettano le inclinazioni politiche dei committenti, cioè quelli che pagano (prevalentemente organi di stampa o partiti politici).

Detto questo, può essere utile fare una panoramica sugli esiti dei sondaggi elaborati dalle varie agenzie specializzate nelle ultime settimane e diffusi dai vari media. Va fatta un’altra premessa: per le elezioni europee ha poco senso parlare di coalizioni così come le intendiamo nelle votazioni per il Parlamento italiano. Infatti le liste per le europee sono composte dai singoli partiti o da raggruppamenti di natura differente. E’ in tale forma che dovranno superare lo sbarramento del 4%. Inoltre, dopo il voto, verranno tutti inglobati nei gruppi esistenti al Parlamento europeo (Ppe, Pse, eccetera), dove le logiche sono molto differenti.

Cominciamo con le conclusioni generali. Il vero vincitore delle elezioni europee secondo i sondaggi appare l’astensionismo, che mediamente va dal 40% al 50%. Il Partito democratico viene dato come saldamente al primo posto nei dintorni superiori del 30%. Il Movimento 5 stelle è indicato come secondo partito, oscillante verso il 25%. Segue Forza Italia, vicina al 20%. L’alleanza tra Nuovo centrodestra e Udc viene data nei pressi del 6%. La Lega Nord viaggia intorno al 5%. Al limite della soglia di sbarramento, sul 4%, Fratelli d’Italia con Alleanza Nazionale. Anche la lista delle sinistre raccolta intorno al greco Tsipras viaggia fra il 3 e il 4%. Nessun’altra lista supererebbe lo sbarramento.

Va sottolineato un particolare importante sulle astensioni: nei sondaggi gli intervistati rispondono che non voteranno per le europee; ma in metà dei comuni italiani si vota per le amministrative, generalmente molto sentite. E nella sezione elettorale vengono consegnate anche le schede per le europee (foto by InfoPhoto). E’ molto raro che in cabina si voti esclusivamente per le prime. Questo potrebbe far alzare sensibilmente l’affluenza. Andranno quindi tenute d’occhio le schede bianche e nulle per misurare con precisione la protesta contro l’Unione europea.

Schematicamente, i singoli sondaggi: Ipsos per il Corriere della sera vede Pd al 34,3%, M5S al 22,5%, FI al 19,2%, Ncd-Udc al 6,1%, Lega al 5,3%, FdI-AN al 3,9%; indecisi e astenuti 38,8%.

Demopolis per l’Espresso: Pd 33%, M5S 25,5%, FI 17,4%, Ncd-Udc 5,7%, Lega 5,3%, Tsipras 4,1%, FdI-AN 4%; astenuti e indecisi 49%.

Lorien per Italia Oggi: Pd 34%, M5S 23,5%, Forza Italia 19%, Ncd-Udc 6,5%, Tsipras 4%, FdI-AN 3%; astenuti non indicati.

Emg per La7: Pd 33,6%, M5S 24,6%, FI 19,8%, Ncd-Udc 4,9%, Lega 4,9%, FdI-AN 4%, Tsipras 3,6%; astenuti e indecisi 18,4%.

Datamedia per il Tempo: Pd 31,5%, M5S 25,5%, FI 20%, Ncd-Udc 5,5%, Lega 5,1%, FdI-AN 3,7%, Tsipras 3,7%; astenuti e indecisi 52,1%.

Ipr per Rai TG3: Pd 32%, M5S 24,2%, FI 19,1%, Ncd-Udc 5,6%, Lega 5,1%, FdI-AN 3,8%, Tsipras 3,8%; astenuti e indecisi 55%.

Tecnè per TGCom24: Pd 30%, M5S 25,4%, FI 22,9%, Lega 4,8%, Ncd-Udc 4%, FdI-AN 3,8%; astenuti e indecisi 47%.

Piepoli per Ansa: Pd 34%, M5S 24%, FI 19,5%, Ncd-Udc 6%, Lega 4,5%, Tsipras 4%, FdI-AN 3,5%; astenuti non indicati.