Ci si aspettava uno scontro all’arma bianca, ma il dibattito tv che ha visto confrontarsi Marine Le Pen ed Emmanuel Macron, i due candidati alle elezioni in Francia, è stato molto più teso del previsto.

Due ore e mezza durante le quali sono volati insulti e accuse reciproche, una rissa televisiva che ha preso il via sin dall’inizio. Ad affondare il colpo per prima la leader del Front National, la quale ha insinuato l’inutilità di votare il rivale, descritto come diretto continuatore della politica del governo socialista uscente, tanto da chiamarlo Hollande junior. Rispetto alle sue ultime uscite la Le Pen è apparsa molto più aggressiva e ha preferito concentrarsi sul consolidamento della propria immagine a vantaggio del suo elettorato.

Macron è apparso irritato dalle domande dirette della sfidante, e dai risolini che hanno accompagnato le sue risposte: per parare il colpo la sua calma ostentata ha sfiorato la pedanteria, con prevedibili accuse di pedanteria della rivale . Tanti gli insulti volati tra i due, con la candidata di destra che ha chiamato Macron Candidato della globalizzazione selvaggia” e “dei poteri forti, mentre l’altro ha ribattuto dandole della parassita del sistema e dell’ereditiera, alludendo al fatto che è da circa 40 anni che la famiglia Le Pen tenta la scalata presidenziale.

Ma il tono è stato anche molto più acceso, e lo spettacolo di basso livello. I due spesso e volentieri hanno accusato l’altro di mentire o di affermare stupidaggini. Se Macron è parso più padrone della situazione, parlando a braccio mentre la Le Pen consultava le sue carte, quest’ultima ha dimostrato di sapersi infervorare, mentre dall’altra parte la glacialità ostentata non ha ottenuto lo stesso risultato dal punto di vista del carisma.

Ha pesato però molto la competenza economica del ministro, che ha così smentita alcune delle promesse elettorali della rivale, tra le quali quella dell’età della pensione da fissare a 60 anni, o la politica protezionistica. Al contrario la Le Pen è apparsa vaga nell’illustrazione del suo programma, meno concreta ed efficace in questa fase del confronto.

Alla fine secondo il sondaggio di Bfm Tv gli spettatori avrebbero decretato Macron il vincitore del dibattito, con il 63% delle preferenze, una cifra non distante dalle previsioni di voto.