Le elezioni in Germania che si sono tenute nella giornata di ieri fanno segnare una battuta d’arresto per la cancelliera Angela Merkel.

La premier infatti ha subito una sconfitta importante nelle consultazioni regionali del Meclemburgo – Pomerania, sua roccaforte politica, dove è stata superata sia dai populisti di destra dell’Afd, con il 20,8% dei voti, che dai socialisti democratici dell’Spd, che avrebbero incassato il 30,5% delle preferenze.

Con il 19% il partito della Merkel scende dunque di quasi quattro punti rispetto al 2011. Ma a sconvolgere gli equilibri del Paese è l’ascesa dell’Afd, che diventa così la seconda forza politica del Land della cancelleria, entrando così nel nono parlamento regionale della Germania. Nell’ultimo decennio erano state Spd e Cdu a dividersi il Meclemburgo – Pomerania, rispecchiando la struttura politica dell’intera nazione.

Tuttavia stando agli osservatori la causa principale della débacle del Cdu sarebbe da attribuire alla politica di accoglienza dei migranti e di apertura delle frontiere, incrociata con i molteplici casi di violenza e terrorismo che hanno affollato le pagine della cronaca durante l’estate (per quanto il Land abbia il minor numero di profughi dello Stato). La leader Frauke Petry ha descritto i risultati come un colpo per la Merkel: ” Ora è nostra responsabilità fare politica per il popolo. La gente non si fide più dei vecchi partiti“.

Il risultato al momento è solo simbolico, dato che nel Land in oggetto vivono solo 1,6 milioni di persone, ma si tratta di un segnale importante in vista delle elezioni regionali a Berlino del 18 settembre e delle elezioni generali dell’anno prossimo (dove non è chiaro se la Merkel, in carica dal 2005, parteciperà per ottenere il suo quarto mandato).

A soffrire della carica dell’Afd sono stati però anche i socialisti democratici, che nonostante la vittoria hanno riscontrato un calo del 5% delle preferenze rispetto alle ultime tornate elettorali. Rimangono invece completamente fuori dal parlamento regionale gli estremisti di destra della Npd, nonché i Verdi, scesi sotto la soglia di sbarramento del 5%.