Sono passati 35 giorni e in India si sono chiuse ufficialmente le elezioni. Secondo gli exit poll ad arrivare primo sarebbe il leader del centro-destra Narendra Modi, questo segnerebbe la fine dell’incontrastato potere della famiglia Gandhi.

La coalizione del leader nazionalista Narendra Modi va quindi verso la maggioranza assoluta di seggi nel parlamento indiano. Il suo diretto concorrente, il partito del Congresso di Rahul Gandhi, si sarebbe fermato intorno ai 78-80 seggi, il suo minimo storico.

L’affluenza è stata da record: alle urne sono andati il 66,38% degli aventi diritto, cioè circa 551 milioni di elettori, il massimo storico raggiunto nella nazione indiana. A confermare questi dati anche la Commissione elettorale indiana, che si è occupata di gestire in questo mese il processo elettorale.

I risultati ufficiali dello spoglio delle schede si sapranno venerdì prossimo, e se i sondaggi fossero confermati il governo italiano dovrà trattare la liberazione dei due Marò (CLICCA QUI PER LEGGERE TUTTO SU GIRONE E LATORRE) con un governo, la coalizione di centro destra è guidata dal partito indu nazionalista del Bharatya Janata Party (Bjp), conservatore ma che ha bisogno di “amici” all’estero per poter realizzare le promesse di crescita della campagna elettorale.

Narendra Modi è un ex venditore di té e ha dalla sua gli industriali, e’ considerato un ‘falco’ e un decisionista in materia di politica economica. Da 12 anni alla guida dello stato nord occidentale del Gujarat ha puntato la sua campagna elettorale sulle sue capacita’ di garantire un governo efficiente e senza corruzione. Nel passato fu sospettato di aver partecipato ai massacri di centinaia di mussulmani durante i disordini scoppiati nel 2002 nel suo Stato. Le accuse non sono mai state provate, ma ancora oggi l’aspirante premier e’ sulla lista nera delle persone ‘non grate’ negli Stati Uniti.

L’India è un paese in via di sviluppo e con una molte diversità all’interno della società, Narendra Modi ha rappresentato la voglia di cambiamento, a testimoniarlo la grande affluenza, che ha l’India. La storia dei Marò è stata molto strumentalizzata in campagna elettorale, Sonia Gandhi è italiana e questo non ha giocato a loro favore, ora molti analisti prevedono che con un probabile governo guidato dal Bjp, che vuole internazionalizzare ancora di più l’India, potrebbe essere più facile trovare una soluzione nella tragica questione dei due Marò che dura ormai da 27 mesi.