Le elezioni midterm – di metà mandato – che si sono svolte ieri negli Stati Uniti, hanno pesantemente sancito la mancanza di fiducia del popolo americano nei confronti del proprio Presidente, Barack Obama. I repubblicani, oltre ad aver confermato la loro maggioranza alla Camera, hanno conquistato anche quella del Senato. Una situazione questa, che si rivelerà assai imbarazzante per Obama, che senza l’appoggio dell’intero Congresso non solo potrà vedersi bloccare proposte di legge ma anche  le nomine per le più importanti cariche negli Usa (esecutivo e giudici).

Un risultato atteso, che ha sorpreso pochi: da mesi i sondaggi registravano un forte calo nella popolarità di Obama, che agli occhi della maggior parte dei cittadini americani appariva anche piuttosto demotivato, forse perché non era riuscito a riformare la politica così come avrebbe voluto. E con una Camera che gli dava già del filo da torcere, con un Senato controllato dai repubblicani – e quindi con un Congresso tutto in mano loro – o si scenderà a compromessi oppure i poteri di Obama saranno fortemente limitati.

I repubblicani hanno conquistato, fra gli altri, i seggi dell’Iowa e del North Carolina, fondamentali perché hanno sancito il loro guadagno al Senato di 6 seggi prima e di 7 poi, andando quindi a superare e consolidare la maggioranza assoluta.

E mentre almeno per il momento Obama non ha rilasciato alcuna dichiarazione, iniziano ad arrivare le prime curiosità su questa tornata elettorale di metà mandato: nella Carolina del Nord è stato eletto il primo senatore nero americano del Sud degli Stati Uniti dai tempi della guerra di secessione americana e per la prima volta nella storia, al Congresso Usa sederanno ben cento donne.

photo credit: Barack Obama via photopin cc