E’ stata complessa e caotica la prima giornata di presentazione dei contrassegni dei partiti che hanno deciso di candidarsi alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. La bagarre non si è fatta mancare soprattutto per la presenza di simboli civetta, in particolare quello del movimento M5s di Beppe Grillo che, indignato, ha annunciato ricorso.

E’ spuntata poi una lista “per l’Europa Monti presidente” di un certo Monti Samuele, consigliere comunale di una lista civica a Frabosa Soprana in provincia di Cuneo, il quale in bacheca si è aggiudicato una posizione di vantaggio rispetto ai due simboli autentici, uno per la Camera, l’altro per il Senato, di Mario Monti e la sua coalizione. Anche in questo caso non è escluso che, per salvaguardarsi, il partito del Professore opti per un ricorso.

Da segnalare anche un simbolo che imita (manca il nome del magistrato) quello di Rivoluzione civile di Antonio Ingroia (foto by InfoPhoto): i due originali presentati, uno per la Camera, l’altro per il Senato, sono preceduti nell’esposizione in bacheca dal simbolo non doc e potrebbero in teoria essere invitati a modificare il proprio. I simboli dei partiti maggiori sono arrivati in mattinata ma ci sarà tempo fino a domenica per presentarli. Oggi è previsto l’arrivo del simbolo di Monti mentre quello di ‘Maroni presidente’ non è ancora chiaro se correrà insieme a Berlusconi (domenica sarà annunciato).

Al momento i simboli presentati sono in tutto 53. Addirittura tre i simboli che si ispirano al Partito o al movimento dei Pirati. L’ultimo rivendica la propria originalità, mostra un’ordinanza del tribunale di Milano e annuncia ricorsi. Le giornate del 14 e 15 gennaio saranno dedicate alla verifica della regolarità dei simboli.  Finora sono stati presentati in tutto 35 simboli: fra questi anche il ‘Partito internettiano’, il partito ‘Basta tasse Italia unita-Movimento liberaldemocratico’ e ‘Recupero maltolto-Chiudiamo le Province Aqua Bene Comune No amnistia’.

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