La campagna elettorale è nel vivo. Ieri Silvio Berlusconi, nel suo intervento a Padova dove ha attaccato duramente anche il tecnico del Milan Allegri, si è detto disponibile a confrontarsi sul centrosinistra in tema di riforme: “Siamo assolutamente disponibili ad un accordo con la sinistra ove si trovasse una posizione comune sulle modifiche costituzionali. Le considero essenziali per rendere il Paese davvero governabile” ha affermato il leader del Pdl.

La risposta dei suoi avversari non si è fatta attendere. Duro il commento del leader di Sel Nichi Vendola a Palermo: “Berlusconi ha un impianto eversivo. E’ il nemico da abbattere con la sua irrorazione di veleni nella società italiana. Se il centrosinistra non dovesse vincere pienamente vincerebbe la palude e quello che nuota meglio nella palude è il caimano, cioè Berlusconi che ha come programma la devastazione della Costituzione, dopo aver operato in questi 15 anni la devastazione. Ogni voto è utile, ogni elettore deve razionalmente trarre le conseguenze del proprio voto”. 

Ironica la replica di Bersani (foto by InfoPhoto con Vendola): “Si riposi. Le riforme vanno fatte, sul piano istituzionale noi parliamo con tutti però mi pare che quando partiranno le nostre di riforme credo che Berlusconi avrà qualcosa da lamentarsi”. Il leader del Pd, al convegno “Renaissance forEurope” di Torino, ha poi aggiunto: “Smacchieremo il giaguaro (in riferimento a Berlusconi, ndr). Devo batterlo un po’ per me e un po’ per voi per mettere in archivio lui e i disastri che ha prodotto. Ci mettiamo rigore e serietà, ma dobbiamo metterci anche un po’ di equità e un po’ di lavoro. Vogliamo vincere perché l’Europa sia nel futuro all’altezza del suo sogno e del suo destino e perchè l’Italia sa all’altezza dell’Europa”.

Bersani riceve il pieno appoggio da Matteo Renzi: “Io ho sincera stima di Berlusconi che fa campagna elettorale, è uno di quelli che affitta la speranza per tre mesi  e riesce a raccontare agli italiani un sogno che appare credibile. Dobbiamo prendere atto che ci sono persone che iniziano a pensare ‘quasi quasi’: a loro dobbiamo chiedere loro di arrendersi alla realtà che ha visto la spesa pubblica crescere e le infrastrutture rimanere nel cassetto”.

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