Punta alla demolizione o alza il prezzo? Chiede la luna per costringere Bersani al rialzo? Oppure vuole abbattere il Parlamento appena eletto per puntare a nuove elezioni subito, confidando di portare a casa tutto il piatto, non importa se sulle ceneri dell’Italia? Totale distruttore o volpone perfettamente a proprio agio con i giochi del Palazzo che dice di voler demolire?

Difficile decifrare Beppe Grillo. Il leader del Movimento 5 stelle (foto by InfoPhoto) ha affermato sul proprio blog che “Il M5S non darà alcun voto di fiducia al Pd (nè ad altri). Voterà in aula le leggi che rispecchiano il suo programma chiunque sia a proporle. Bersani è uno stalker politico. Da giorni sta importunando il M5S con proposte indecenti invece di dimettersi, come al suo posto farebbe chiunque altro“. Lo ha anche definito “Morto che parla“.

In precedenza Grillo aveva dichiarato alla Radio Svizzera italiana che “Noi non stiamo alla finestra: entriamo. Ma inciuci, inciucietti e accordi non ne faremo. Ci accorderemo solo sulle idee, che devono essere condivise con il nostro programma. Non c’è altra alternativa per noi. Devono andare a casa e se non ora ci andranno entro un anno massimo“.

Risposta obbligatoria di Bersani, espressa su Twitter: “Quel che ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità“. Tuttavia, se questa fosse effettivamente la linea definitiva di Grillo, Bersani sarebbe costretto a cercare un accordo con Berlusconi. Perché la fiducia al Senato qualcuno gliela deve dare, altrimenti il Governo cade. E rivotare subito in queste condizioni, senza aver fatto alcuna riforma, in questa situazione economica, spalancherebbe all’Italia le porte dell’abisso.

Intanto il Pdl osserva e fa la propria parte. Lo staff di Angelino Alfano ha twittato ieri: “Abbiamo visto dichiarazioni Bersani riguardo futuro nostro Paese e del governo e non abbiamo riscontrato né futuro né governo” . E ancora: “Se Bersani vuole collaborare con Grillo faccia pure, vedremo dove portano il Paese…“. Berlusconi è ancora fermo alla dichiarazione di ieri su Canale 5: “È presto per capire cosa fare, dovremo riflettere. Penso che qualche risultato positivo sia stato raggiunto: sono fuori dalla politica Fini, Ingroia, Di Pietro, tre giustizialisti di cui nessuno sentirà la mancanza”.

Insomma, c’è solo da augurarsi che finiscano in fretta la loro partita a poker e pensino a governare in modo decente. Si trovano lì per questo.

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