Domenica e lunedì tutti a votare. Dopo una campagna elettorale infuocata, di basso livello, fatta di insulti e critiche. Ancora una volta gli elettori indecisi, che sono ben cinque milioni, avranno il loro bel da fare, vista l’assenza di programmi chiari e la possibilità di un confronto neutro.

Tutti pronti a demonizzare l’avversario e a promettere tagli mentre di temi chiave come l’istruzione, l’ambiente, la sostenibilità e la piaga del gioco d’azzardo quasi non si sente parlare. Le tradizionali affissioni politiche sono state sostituite in parte da una campagna rivolta per lo più ai giovani che invita ad andare a votare. L’ideatore è duplice ed entrambi sono noti produttori di birra, Ceres e Bavaria.

L’azienda svedese lancia l’appello: “Prima si vota, poi si beve. Non come le altre volte” che, letta tra le righe, potrebbe lasciar intendere a un consiglio elettorale visto l’epilogo delle ultime politiche. Nelle metropolitane e sui muri delle città italiane spopolano i manifesti Ceres: “Votare è un diritto, non arriviamoci storti”. E ancora “bottiglie aperte ma solo a urne chiuse”. Onnipresente il pay off “l’Italia ha bisogno di eroi”. Apprezzabile l’appello al voto con il video che illustra come votare sia un diritto e un dovere mentre festeggiare solo un diritto.

Applausi a scena aperta anche per il tono stile Esselunga scelto dall’olandese Bavaria che punta molto sui giochi di parole: si va da un “Meno tasse, più casse” al “Più che alla Camera, puntiamo al divano”; oppure “La lista che appoggiamo è quella della spesa”. Meritevoli anche il “Se finiamo al fresco non è uno scandalo” oppure “Luppolitically correct”. Una campagna sempre accompagnata dallo stesso pay off “Vuota Bavaria”.

Sul web le campagne spopolano e la brand awareness delle due aziende è destinata a crescere. Sono loro le vincitrici di questa campagna elettorale. Una lezione per tutti i partiti politici sperando che la prossima volta dimostrino di aver imparato qualcosa.

Paolo Sperati @Facebook @Twitter