L’accordo sulla riforma della legge elettorale traballa e rischia di saltare. Per ora, a saltare, è stata la seduta in Senato, annullata dal presidente Schifani, che domani avrebbe dovuto esaminare il testo della legge, ormai non più condiviso da tutte le forze politiche. Dopo giorni, settimane, mesi di lavoro per raggiungere un’intesa che accontentasse tutti, e a pochi mesi dalle elezioni politiche, è bastata la bozza Quagliariello-Malan a scompigliare gli animi e agitare le acque. Un testo che supera la proposta Calderoli, che aveva bene o male messo d’accordo tutti, e che non piace per niente al Pd, che sembra intenzionato a respingerlo in toto.

La nota dolente del testo elaborato dai senatori Gaetano Quagliariello (foto Infophoto) e Lucio Malan è la soglia del 40% fissata per le coalizioni. Se il traguardo non dovesse essere raggiunto, scatterebbe un premio fisso di 50 seggi a chi ottiene tra il 25 e il 39% dei voti, pari all’8,2%. Ben diversamente da quanto proponeva la bozza Calderoli, nella quale i seggi venivano attribuiti gradualmente all’interno dello stesso arco di percentuale di voti ottenuti, la cosiddetta proposta dell’”ascensore”.  L’emendamento non è ancora stato formalizzato nella commissione Affari costituzionali ma per farlo avrà bisogno dell’assenso del senatore Calderoli.

Immediate le reazioni nel centrosinistra. Di “sbandamento del centrodestra” ha parlato Pierluigi Bersani da Tripoli, dove si trova in visita. Il neoconfermato leader del Pd ha contestato al Pdl l’ennesima proposta “la ventesima” e ha chiesto che si prenda una decisione netta al riguardo. Sulla stessa linea la capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, che ha parlato di “sabbie mobili”.  Dal suo blog, dove sono in atto le “Parlamentarie”, Grillo parla di “corsa contro il tempo dei partiti per eliminare il movimento 5 stelle dalle elezioni politiche 2013″. E se Calderoli si dice rassegnato e stufo di mediare per mettere d’accordo tutti, Quagliariello conferma la sua indisponibilità a ritoccare l’emendamento appena presentato. L’intesa è sempre più lontana.