La campagna elettorale si è conclusa. L’ultimo scontro indiretto televisivo, su Rai 2, fra le tre coalizioni ha visto qualche scintilla, ma sostanzialmente era l’ultimo atto del solito spettacolo, del resto era inevitabile. Eccone, telegraficamente, le parti essenziali.

Silvio Berlusconi. La lettera sull’Imu: “La nostra promessa ha trafitto tutti gli altri partiti. Bersani mi ha dato dell’imbroglione. Invece io ho dato un’esempio di serietà, spedendo una lettera a 9 milioni di italiani. Anche se l’accordo con la Svizzera dovesse impegare tre anni, i soldi per restituire l’Imu saranno immediatamente disponibili dalla cassa depositi e prestiti“. Il Cavaliere è poi esploso col giornalista di Repubblica sulle vicende Noemi e Ruby: “Il caso Noemi è una bufala totale. L’avete inventata voi e il Corriere della Sera. Su Ruby, io le ho dato 57mila euro perché non dovesse prostituirsi. Non le ho mai messo un dito addosso. La procura di Milano ha fatto una cosa inaccettabile, centinaia di intercettazioni senza una prova. Io non ho fatto nulla che non fosse men che corretto. Ci sono dei sepolcri imbiancati che prendono ogni cosa e la cambiano. Ma questo finirà. E voi dovrete vergognarvi per quello che avete fatto“.

Pier Luigi Bersani. Sulla patrimoniale: “Capisco che Berlusconi raccontando favole si occupi del suo programma, ma non deve raccontare favole parlando del mio. Esiste già una patrimoniale e si chiama Imu. Dobbiamo diminuirla per i meno abbienti e per gli immobili beni strumentali per le aziende, e caricarla sui grandi patrimoni immobiliari. L’obiettivo è far emergere la ricchezza, senza ghigliottine“. Vendola come Bertinotti? “La nostra coalizione è stata fatta davanti a 3,2 milioni di notai e reggerà. Qui si vede l’albero ma non si vede la foresta. Il Paese è sfiduciato. Questo è il problema, non i rapporti tra me e Vendola“. E Grillo? “Io non ce l’ho con chi vota per Grillo, ma con Grillo. E’ inutile che mi dia del parassita. Io sono figlio di un meccanico, non mi impressiona. Io sono pronto a discutere di tutto, ma sulla democrazia non discuto. L’uomo solo al comando è pericoloso, comunque sia vestito“.

Mario Monti. Farebbe il ministro di Bersani? “Questo è prematuro. Dico solo questo. Non si creda neanche ad un grammo di ciò che va dicendo Berlusconi, la cui preoccupazione è che i moderati lo lascino; non c’è un’alleanza col Pd“. Farebbe parte di un governo in cui c’è Vendola? “Mi sembra quasi impossibile. Del resto lo ha ripetuto più volte anche lui“. Su Grillo? “E’ salutare la domanda che sale dalle piazze, perniciosa l’offerta di se stesso. Noi abbiamo in comune con lui la profonda insoddisfazione per ciò che la politica non ha fatto negli ultimi 20 anni. Ma noi oltre alla protesta abbiamo la proposta“. Ad una domanda allo scadere di Maurizio Belpietro, direttore di Libero, sul rischio che non venga rimborsato il prestito al Monte dei Paschi, pressato sul tempo rimanente Monti ha perso le staffe, ricordando che Berlusconi prima di lui aveva usufruito di più tempo. La sua risposta: “I soldi degli italiani non sono a rischio. A differenza dei Tremonti-bond, con questi lo Stato entrerebbe in possesso delle azioni della banca in caso di mancato rimborso“.