Dei programmi si parla ancora poco. D’altronde i leader dei principali schieramenti politici sono impegnati in un infuocato dibattito sulle alleanze, a poco più di due settimane dal voto, con i poli già fissati sulle schede elettorali e sui programmi firmati insieme. Ma evidentemente il ritorno di Berlusconi fa paura, tanto da spingere i leader di centro e centrosinistra ad aprire, o almeno non escludere, alleanze. Così hanno fatto Pierluigi Bersani e Mario Monti, facendo infuriare Nichi Vendola, per settimane bersaglio delle accuse del Professore (foto by Infophoto). E costringendo il leader Pd a un chiarimento, favorito anche dall’aut aut di Monti che gli ha chiesto di scegliere. “Il polo non si tocca” ha risposto Bersani.

Mentre il Cavaliere parla già di inciucio, i suoi avversari giocano al botta e risposta. “Il mio polo è il mio polo e che nessuno lo tocchi”, ha detto Bersani, aggiungendo però che “a partire da lì sono pronto a discutere”. Inascoltate le parole dell’alleato Vendola che aveva parlato di “distanze siderali” con le idee del premier uscente, chiedendosi “come si può governare insieme”. Monti aveva aperto al centrosinistra (dopo le dure critiche sullo scandalo Mps), chiedendo però a Bersani di “fare delle scelte interne al suo polo” se interessato “a una collaborazione con le forze che rappresento, ma escludendo per ora l’ipotesi di un suo ruolo come ministro in un governo guidato da altri.

Spettatore esterno ma mica tanto, Nichi Vendola. Monti, ha sottolineato il leader di Sel, “è un classico conservatore europeo”. Il centrosinistra deve governare “senza il partito delle elite” , anche se le collaborazioni sulle riforme sono possibili ma “noi abbiamo il dovere di rispettare i nostri programmi e i nostri elettori”. Il centrosinistra, ha aggiunto ancora Vendola, ”ha il diritto di vincere senza essere messo sotto tutela dal professor Monti”.