Una discutibile legge ne vieta la diffusione negli ultimi quindici giorni prima del voto, con la conseguenza che solo chi ha i mezzi per commissionarli ne conosce i risultati; può quindi manipolare quell’opinione pubblica che questa legge s’imponeva di proteggere proprio da questo tipo di manipolazioni.

I sondaggi, il motore di tutte le strategie elettorali. Quindi niente cifre, ma voci e supposizioni. Le rilevazioni, o meglio, le voci più recenti sembrerebbero indicare una forte avanzata di Beppe Grillo (foto by InfoPhoto), mentre Monti sarebbe in calo. Questo potrebbe anche spiegare le recenti aperture del centrosinistra verso i grillini, come lo “scouting” di Pier Luigi Bersani e le dichiarazioni di Massimo D’Alema, sempre meno ritirato e sempre più parte attiva della campagna. E potrebbe anche spiegare una momentanea distrazione di Mario Monti da Silvio Berlusconi e da Angela Merkel, quando il Professore ha ammonito che una vittoria di Grillo sarebbe il pericolo maggiore da temere come esito elettorale.

Voci, supposizioni, chiacchiere. Fra poco, finalmente, ci sarà spazio per i numeri. E poi subito dopo si tornerà ad altre voci e chiacchiere.