Ultimo giorno di sondaggi, con gli esperti del settore scatenati alla ricerca di una previsione il più realistica possibile della complicata quanto imprevedibile tornata elettorale del 24 e 25 febbraio. Le maggiori società italiane, con le loro percentuali, fanno bella mostra di sè su tutti i giornali e sugli schermi televisivi. Dicendo, sostanzialmente, tutti la stessa cosa: il Pd è avanti ma il distacco con il Pdl si è eroso. Grillo rischia di fare il botto, arrivando terzo. La coalizione di Mario Monti potrebbe sfiorare, ma non raggiungere, il 15%. Numeri che sembrano confermare il timore che da mesi accompagna queste elezioni, ovvero il timore di una ingovernabilità provocata da margini di voti troppo ridotti tra un polo e l’altro. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in un momento, dal punto di vista non solo economico ma anche politico e sociale, così delicato.

L’ultima elaborazione fatta da Ipsos per IlSole24Ore, conferma il calo della distanza tra centrodestra e centrosinistra, con Pd e Sel appena sotto la  soglia del 35% alla Camera mentre Pdl e alleati superano il 28%. Appena 6 punti percentuali da recuperare nelle restanti settimane di campagna. Vera incognita resta il Senato, che sarà deciso dalle regioni maggiori, ancora in ballo, come Lombardia e Sicilia ma anche Piemonte. Confermata la crescita dell’outsider Grillo, che può tranquillamente aspirare a diventare la terza forza politica italiana sulla scorta del suo 16% di voti. Mentre per Ingroia le cose non vanno altrettanto bene. La sua Rivoluzione Civile sfiora a malapena il 4%, rischiando di restare fuori dal Parlamento.

Il sondaggio di Renato Mannheimer, realizzato per il Corriede della Sera allarga la forbice tra i due poli principali, ipotizzando un 36,7% per il centrosinistra e un 27,3% per il centrodestra. L’esperto rileva la crescita del partito di Berlusconi che a fine del 2012 si collocava attorno al 16-17% e oggi è al 22%, che insieme ai suoi alleati può ambire a raggiungere la soglia del 30%. Il polo con Bersani candidato premier tiene ed è difficile che possa essere raggiunto e superato, anche se 7 punti di distacco, a due settimane dal voto, non garantiscono la certezza di una vittoria a tutto tondo. Monti cala di poco e Grillo fa l’exploit, anche secondo Mannheimer. Il Movimento 5 stelle (foto by Infophoto), hanno rivelato i sondaggi dei giorni scorsi, è al momento il più popolare tra i giovani che votano per la prima volta al Senato e comunque tra i preferiti delle giovani generazioni, scontentate dalle vecchie coalizioni.