Un uomo e il suo contrario. Silvio Berlusconi è stato incontenibile nel tardo pomeriggio di mercoledì 12 dicembre, durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa.

Ha espressamente detto: “In questo momento sono candidato a Palazzo Chigi“. Ma ha anche detto: “Io vedrei Monti come un bene per il paese e che possa essere il prossimo presidente del Consiglio, sostenuto da un rassemblement dei moderati che lo sottragga alla sinistra”. E ancora: “E’ assolutamente possibile un’alleanza nel nome di Monti. Ma non si può discutere che la situazione attuale sia peggiore di un anno fa. Tutti i fondamentali dell’economia sono peggiorati. Gli italiani sono in molti casi disperati. Ci sono stati diversi errori. Ma non voglio coinvolgere Monti in questi errori. Lui è stato molto influenzato dalla sinistra, da Bersani e da Vendola che influenza Bersani. Loro sono venuti meno a un patto chiaro sulla giustizia. Non è stata fatta una legge sulla responsabilità civile dei magistrati”.

E poi: “La coalizione per essere vincente deve aprirsi a tante altre forze politiche. Ad esempio se il partito di Montezemolo si unisse a noi, il candidato a presidente del Consiglio sarebbe diverso da Berlusconi. Insomma, nell’interesse del Paese e di uno schieramento che unisse tutti i moderati, io sono pronto a fare qualsiasi cosa”.

E sulla Lega: “La Lega mi ha offerto il ruolo di leader della coalizione. La coalizione può poi indicare il nome del presidente del Consiglio, che può essere deciso anche dopo le elezioni. Con la Lega stiamo trattando il riconoscimento a Maroni della candidatura a presidente della Lombardia. Ma se non arrivasse un accordo per la mia candidatura a presidente Consiglio o a Maroni per la Lombardia, allora cadrebbero immediatamente i governi presieduti dalla Lega in Piemonte e Veneto. Ma è una trattativa. In questo momento né noi né Lega sappiamo dire l’esito di questa discussione. E non credo che la Lega sia incompatibile con un nuovo governo Monti”.

E’ l’affondo sulla magistratura: “Ci sono persone aggredite dalla magistratura e dovremo spiegare loro che non possiamo includerli nelle nostre liste. Le accuse a Dell’Utri sono assolutamente infondate. Ma non possiamo permetterci di candidarlo”. La stoccata: “Le intercettazioni telefoniche mi fanno schifo. Come la corrispondenza, per la Costituzione sono inviolabili. Questi magistrati sono un cancro della nostra democrazia. La mia condanna sui diritti Tv è una sentenza politica. E’ uno schifo inaccettabile per la democrazia”.