L’offensiva radiofonica di Silvio Berlusconi procede con un intervento alla trasmissione Gr Parlamento. In questa occasione il Cavaliere ha chiuso il cerchio della sua apparente “corte” a Mario Monti, dicendo finalmente a chiare lettere che il leader sarà egli stesso. Queste le sue parole: “Monti non ha ritenuto nemmeno di farmi una telefonata. Mi vedo costretto a essere ancora io il federatore dei moderati“.

Ieri Monti ha ricevuto una “investitura” a capo dello schieramento centrista di Casini, Montezemolo e i transfughi Pdl, nientemeno che da Sergio Marchionne in persona, nello stabilimento Fiat di Melfi. Quando Berlusconi (foto by InfoPhoto) sente parlare di Casini, si scalda: “I moderati, dal ’48, sono la maggioranza; ma se qualcuno interviene e li divide comporta la vittoria della sinistra. Questo centrino con Casini, che sta avendo meno voti della Destra di Storace, e questi partitini per Monti faranno vincere la sinistra“.

A proposito dello Spread, ha affermato che “E’ assolutamente indipendente dai governi ma dipende da altri fattori“. Ha anche ripetuto ciò che da tempo sostiene sia la misura migliore contro la crisi attuale: “La Bce deve diventare la vera banca centrale, garantendo il debito pubblico per far sì che gli interessi dei Paesi mediterranei siano gli stessi della Germania”. In caso contrario, gli esiti sarebbero disastrosi: “I singoli Paesi, stremati dalla differenza dei costi d’interesse di una moneta che è la stessa, arrivano a essere costretti loro a tornare alla moneta nazionale e a uscire dall’euro”.