Pier Luigi Bersani continua a ripetere di essere leale verso Mario Monti, ma allo stesso tempo non esita a tenerlo a distanza, ora che sembra essere diventato un avversario elettorale. Il segretario del Pd, intervistato da Sky Tg24, ha dichiarato: “Noi siamo stati lealissimi verso il governo Monti, francamente non avremmo immaginato che fosse nella contesa. Ma se la scelta fosse questa, noi non avremmo nessuna difficoltà”.

Il candidato premier del centrosinistra ripete spesso il suo anatema contro la teoria dell’uomo solo al comando: “Io non credo che faccia bene all’Italia costruire formazioni politiche attorno alle persone. Nessun paese democratico al mondo procede così. Le formazioni politiche devono avere una loro dialettica, una loro contendibilità, una loro autonomia”.

Proseguendo il parallelo con l’attuale presidente del Consiglio, Bersani (foto by InfoPhoto) ha aggiunto: “Monti ha portato verso il mondo un’idea di stabilità, rigore e competenza. Questo è un punto di non ritorno. Noi dobbiamo metterci più equità e lavoro. Quello fatto fin qui non è sufficiente. C’è un campo sterminato di riforme da fare: istituzionali, dei partiti, sui diritti dei cittadini. Quindi serve una maggioranza politica, che abbia la coesione e l’univocità sufficiente a mandarle avanti”.

Ha poi concluso con il suo slogan: “Abbiamo due parole attorno alle quali dare il senso dell’intera legislatura: moralità e lavoro”.