E sono quattro. E’ attualmente questo il numero di magistrati che hanno chiesto al Consiglio superiore della magistratura di entrare in aspettativa per motivi elettorali. Dopo Antonio Ingroia, Stefano Amore e Stefano Dambruoso, arriva il nome sicuramente più illustre: Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, intende candidarsi alle imminenti elezioni nelle liste del Partito democratico. Grasso fu l’estensore della sentenza del primo storico maxiprocesso contro la mafia; in quel processo, il 16 dicembre 1987 vennero condannati all’ergastolo i principali boss, tra cui Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco e Pippo Calò.

A quanto si apprende, la corte del Pd a Pietro Grasso (foto by InfoPhoto) dura da diverso tempo, prima della crisi di Governo, prima della scelta di Ingroia. Grasso ha anche presentato domanda di pensionamento. E’ quindi il suo un addio definitivo alla toga, se il Csm darà il via libera.

E sembra che il procuratore non debba sottoporsi alle primarie, ma rientri nella quota di nomina diretta da parte di Pier Luigi Bersani. E’ attesa per le prossime ore una conferma ufficiale da parte del segretario del Pd e del quasi ex procuratore nazionale antimafia.