Dopo le dimissioni formali presentate ieri da Mario Monti, le procedure prevedevano che il presidente della Repubblica sentisse i presidenti di tutti i gruppi parlamentari, gli ex presidenti della Repubblica e i presidenti di Camera e Senato, prima di chiudere definitivamente questa travagliata legislatura. Compiuto questo “rituale”, il capo dello Stato ha firmato nel pomeriggio il decreto di scioglimento delle camere. “Una conclusione prevista e già segnata dai fatti. Il percorso è stato vividamente prefissato e non ho avuto alcuna ombra da chiarire”, ha dichiarato Giorgio Napolitano.

Il presidente ha ricevuto oggi i rappresentanti di tutti i partiti presenti in Parlamento. Gli incontri si sono aperti alle 10 con i capigruppo del Pdl, Gasparri e Cicchitto. Quest’ultimo, all’uscita dall’incontro, ha dichiarato: “Noi avevamo espresso i nostri rilievi di merito sul Governo. Abbiamo sottolineato il fatto che andando alle elezioni con un governo tecnico, il presidente del Consiglio dovrà mantenere una posizione al di sopra delle parti“. E’ evidente il riferimento al vociferato, ma non ancora confermato, impegno diretto di Monti nella campagna elettorale. Gasparri ha invece commentato: “Serve ora un confronto politico sulle esigenze di tutti i cittadini. Parteciperemo con convinzione per dare all’Italia una garanzia di continuità del nostro impegno”. Gli altri gruppi sono stati ricevuti nel resto della mattinata. Nel pomeriggio Napolitano (foto by InfoPhoto) ha incontrato il presidente del Senato, Renato Schifani, alle 16. Successivamente ha ricevuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Le elezioni sono previste per il 24 e il 25 febbraio.