In politica, quando qualcosa non è consentito, semplicemente si chiede una deroga. Il Partito democratico non ha fatto eccezione. Per venire incontro alle richieste di rinnovamento della classe politica, niente di meglio che permettere ai vecchi arnesi del partito di candidarsi ancora; in barba, anzi in deroga, alla regola interna che vieta la ricandidatura a chi ha compiuto più di 3 legislature complete. D’altra parte questo va in ossequio al mantra di Pier Luigi Bersani sull’esperienza delle persone da utilizzare per il bene del Paese. Dunque spazio a quelli che Matteo Renzi voleva rottamare: Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Beppe Fioroni, Franco Marini, Mariapia Garavaglia, Giorgio Merlo, Giuseppe Lumia, Cesare Marini, Gianclaudio Bressa e Angelo Agostini. Non hanno invece chiesto la deroga Massimo D’Alema, Walter Veltroni e Marco Follini.

Questa è la decisione presa il 17 dicembre dalla direzione del Pd. Questo vecchio che avanza, questi personaggi che tanto hanno dato alla crescita della Nazione, potranno partecipare alle primarie del 29 e 30 dicembre che stabiliranno parte della composizione delle liste a Camera e Senato. Una quota del 10% delle candidature sarà invece scelta direttamente da Bersani.

D’altra parte, il Pd non poteva certo lasciare a Berlusconi il monopolio delle vecchie facce sulla scena.