Sarà anche “salito” in politica, ma l’hanno fatto scendere in fretta. Mario Monti assume ogni giorno che passa toni tipici da campagna elettorale; certo, non sarà mai un polemista arrabbiato, non è nel suo stile, d’impronta fortemente democristiana. Però ha capito subito che non sarebbe stato conveniente mantenere l’aura di superiorità e di “concorrente esterno” con cui aveva aperto le danze per le elezioni.

L’avversario che lo attacca con maggior decisione è, ovviamente, Silvio Berlusconi, perché entrambi si contendono ampie porzioni dello stesso elettorato. Quando il Cavaliere dice di voler istituire una commissione d’inchiesta sul complotto che, lui ritiene, causò la caduta del suo Governo, il Professore risponde: “Un’idea interessante, stravagante, tardiva. Ben venga”; così ha detto questa mattina ai microfoni di Radio 1, nella trasmissione “Radio anch’io”. Ma poi aggiunge: “Occorsi battersi affinché l’Italia non sia una Cenerentola e che non si parli di complotti contro l’Italia. Siamo, seri, siamo adulti!”. E come se non bastasse: “Detesto quei partiti che usano i valori etici, spesso disattesi nella realtà, come arma, come un’accetta contro i rivali”. Quando il conduttore gli ha chiesto a chi pensasse: “Sto pensando per esempio ad alcuni esponenti del Pdl”.

Ma ne ha anche per Pier Luigi Bersani: “A Bersani, che mi ha chiesto di dire con chi sto, rispondo che io sto per le riforme che rendono l’Italia competitiva e creano posti di lavoro”.