Le carte sono sempre più scoperte. Dopo una lunga riunione con Udc, Italia Futura, Fli, Acli e i ministri Riccardi e Passera, Mario Monti ha annunciato alla stampa che ci sarà effettivamente una coalizione nel suo nome in competizione alle elezioni politiche di febbraio, sotto il segno dell’Agenda Monti. Il presidente del Consiglio ha dichiarato: “Non ho mai pensato di creare un partito. Credo di essere riuscito a far lavorare insieme forze che in passato non lo avevano fatto. Ci sarà un rassemblement di diverse forze e verrà preparato uno statuto. Al Senato ci sarà una lista unica, provvisoriamente denominata “Agenda Monti per l’Italia”. Anche per la Camera i partecipanti alla riunione di oggi mi hanno offerto la disponibilità ad una lista unica, ma penso sia più opportuno avere una lista dell’Udc, che per prima ha visto i limiti del bipolarismo combattivo, e poi una lista civica. Ci sarà quindi una coalizione di queste liste”.

Quale sarà il ruolo di Monti? “Accetterò d’incoraggiare questo sforzo congiunto della politica responsabile e della società civile nelle forme che saranno definite, accettando, penso, di essere designato capo della coalizione. Si tratta di un impegno non contro qualcuno, ma di un’evoluzione della politica italiana”.

Monti ha poi precisato: “Il riferimento di questa formazione non è tanto la mia persona, ma il programma che abbiamo elaborato. Il riferimento all’Europa non è servile, ma protagonistico, centrale e condiviso da tutti”.

Infine, rispondendo ad una domanda sull’opportunità invece che lui si dimettesse da senatore a vita per candidarsi direttamente: “Io non posso e non devo, come senatore a vita, partecipare ad un’elezione in un collegio alla Camera, né rinunciare a questo onore che mi è stato fatto dal presidente Napolitano. Qui in gioco sono messe le idee, la missione dell’Italia”.