Renata Polverini, governatrice dimissionaria della Regione Lazio, ha comunicato al ministro dell’Interno la data di convocazione delle elezioni regionali: 10 e 11 febbraio. La Polverini ha seguito le disposizioni del Consiglio di Stato che, il 27 novembre, ha respinto il suo ricorso contro la sentenza del Tar in cui le si imponeva di scegliere entro cinque giorni la data delle elezioni, da tenersi nelpiù breve tempo tecnicamente possibile. Ora il Governo valuta se far tenere lo stesso giorno anche le regionali di Lombardia e Molise. Roberto Formigoni si è detto favorevole.

Un effetto collaterale dell’intervento del Consiglio di Stato è il tramonto dell’ipotesi di data unica a marzo per regionali e politiche, come aveva indicato in precedenza il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

La Polverini ha presentato le dimissioni 65 giorni fa, dopo l’enorme scandalo sulle spese dei politici culminato con gli arresti di Franco Fiorito (Pdl) e, successivamente Vincenzo Maruccio (Idv), entrambi accusati di peculato.

Il tira e molla della governatrice sulla data delle elezioni è stato da lei giustificato con l’esigenza di voler ridurre il numero di consiglieri da 70 a 50, cosa finora non avvenuta. Tuttavia in questi due mesi sono state assegnate parecchie nomine che hanno provocato molte polemiche sulla loro opportunità.

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