E’ una cosa schifosa e vigliacca quella che vogliono farci. E’ un golpe perfetto e noi faremo di tutto per fermarlo e per difendere i nostri diritti e quelli dei piemontesi“.

E’ profonda la rabbia di Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte defenestrato dalla magistratura, il Tar, che ha annullato le elezioni regionali 2010 in cui l’esponente della Lega Nord aveva buttato giù dalla poltrona Mercedes Bresso, governatrice uscente del centrosinistra.

In attesa del ricorso al Consiglio di Stato, il Carroccio si è fatto sentire nella giornata dell’11 gennaio con una manifestazione nel centro di Torino, a cui erano presenti circa mille persone. Ci sono state anche delle scaramucce tra un gruppo di leghisti provenienti da Milano e un contestatore di sinistra che li aveva provocati. E’ intervenuta la Digos a bloccare i disordini. Successivamente quel gruppo ha protestato davanti alla sede della Prefettura, bruciando anche una bandiera del Pd.

I principali esponenti della Lega non ci vanno leggeri. Cota (foto by InfoPhoto) ha aggiunto: “Noi non siamo amici dei potenti, non siamo amici dei banchieri, non abbiamo mafie e mafiette, mentre la sinistra si riempie la bocca nei salotti, conosce la gente che conta“. Gli ha fatto eco il segretario del partito, Matteo Salvini: “L’Italia è come la Corea del Nord, è un paese pericoloso dove neanche le elezioni e il voto contano più nulla“.

Mentre Umberto Bossi, che si trovava a Gallarate in un presidio per protestare contro l’aumento dei pedaggi autostradali, suggerisce di tenere duro: “Cota non si deve dimettere. Ache tirando via i voti di quella lista vince lo stesso“. Bossi si riferisce ai 27mila voti della lista pensionati, legata a Cota, i quali sono stati annullati dal Tar dopo il ricorso presentato dalla Bresso.