I socialdemocratici vincono le elezioni svedesi ma non raggiungono il traguardo della maggioranza assoluta, il vero successo è però per l’ultradestra xenofoba e antieuropea, gli Sveriges Demokraterna, del giovane leader 35enne Jimmy Akesson.

I tre partiti di sinistra (socialdemocratici, verdi, postcomunisti) sommati ottengono il 43,7% dei voti. La destra radicale raddoppia i voti, dal 5.7% al 12.9% diventando così il vero ostacolo per la formazione di un governo stabile. Le femministe di Iniziativa Femminista non hanno raggiunto la soglia di rappresentanza (4%)) raggiungendo un triste 3.1%. Fermi al 39,3% la coalizione “borghese” di centrodestra di Reinfeldt.

Fredrik Reinfeldt è il capo del governo uscente, guidava una il centrodestra ed era premier, conservatore moderato, da ben otto anni. Alleato nel Partito Popolare Europeo con Angela Merkel e appoggiava la sua linea del rigore, forse per questo ha incassato una cocente disfatta, dopo aver saputo del risultato Reinfeld ha infatti annunciato le dimissioni.

Alla sinistra dovrebbero andare 158 seggi (175 per la maggioranza), alla destra 142 e agli xenofobi ben 49. Il partito ultranazionalista è così la terza forza del paese.