Oggi in Ucraina si vota per il rinnovo del parlamento. Saranno 34 milioni gli ucraini chiamati a votare dopo che lo scorso agosto il presidente Poroshenko ha sciolto la Rada (Il Parlamento). Non si recheranno ai seggi gli abitanti della Crimea, annessa a marzo da Mosca, e le regioni filorusse di Donetsk e Lugansk, dove sono state convocate autonome elezioni presidenziali e parlamentari per il 2 novembre contro Kiev.

L’Ucraina si appresta ad andare a votare oggi quindi, vittoria quasi scontata per l’aerea politica vicina al presidente Poroshenko ma attenzione alle fazioni di estrema destra che si sono messe in mostra durante le proteste di Kiev, con i riscaldamenti ancora chiusi e l’energia elettrica razionata. L’Ucraina aveva chiesto all’Europa di pagare i debiti miliardari che ha con la Russia, Bruxelle dovrebbe finanziare le forniture invernali di gas russo verso il paese. Per la prima volta nella sua storia il Paese è stato costretto ad importare carbone, nonostante ne sia ricco, a causa del conflitto con i ribelli filorussi e della chiusura o distruzione di molte miniere. A rivelarlo il premier ucraino Arseni Iatseniuk.

Ieri il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha affermato che Kiev “Non mostra di voler risolvere il problema del sud-est ucraino attraverso il dialogo”, dato che nella regione da aprile è in corso un conflitto tra le truppe ucraine e i miliziani separatisti. Putin ha aggiunto che l’uso della forza “porta a un vicolo cieco”.
In Ucraina si vive anche un emergenza umanitaria dove il numero di sfollati interni o fuggiti in Russia a causa degli scontri nell’est del Paese è salito a più di 820mila, a riferirlo l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

Intanto la maggiore banca russa, la Sberbank, si è appellata alla Corte di giustizia dell’Unione europea contro le sanzioni Ue per la crisi ucraina da cui è stata colpita. Lo fa sapere lo stesso istituto di credito precisando che la richiesta è stata depositata ieri. Così come ha fatto nei giorni scorsi il colosso petrolifero russo Rosneft e l’imprenditore Arcady Rotenberg, che hanno presentato ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea contro le sanzioni.

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