Nelle regioni separatiste e filorusse dell’est Ucraina Donetsk e Lugansk si sono aperte le elezioni (anche online per i residente che abitano nelle zone controllate dal governo centrale) per eleggere i loro presidenti e parlamentari. Stando a quanto riportato dalla Commissione Elettorale Centrale, le persone chiamate alle urne ammontano a più di 3 milioni e per loro sono disponibili 400 collegi elettorali protetti da massicce misure di sicurezza, aperti fino alle 20 a Mosca (18 ora italiana).

Il voto ha un forte peso politico e rischia di compromettere gli impegni per il raggiungimento della pace: è infatti sostenuto dalla Russia, ma denunciato dall’Occidente. Da Kiev le elezioni nelle due repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lougansk – che con questa mossa intendono allontanarsi definitivamente e ufficialmente dal governo centrale – vengono definite una “farsa”.

Ovviamente il governo ucraino non è rimasto a guardare e, come annunciato su Facebook da Markian Lubkivski, dirigente dei servizi segreti ucraini: ” abbiamo aperto un’inchiesta per azioni miranti a cambiare l’ordine costituzionale e a prendere il potere”. Sulla stessa linea la posizione degli USA: dalla Casa Bianca fanno sapere che gli USA considerano il voto “illegittimo” e quindi non lo riconosceranno, inoltre – come spiega la portavoce del Consiglio di Sicurezza Bernadette Meehan – un azione di questo tipo viola gli accordi di Minsk sottoscritti lo scorso 5 settembre.