Obama contro Romney, ci siamo: è il giorno in cui gli Stati Uniti e il resto del mondo conosceranno il nome del nuovo presidente. E se, al termine di una lunga e durissima campagna-elettorale, il vero vincitore sembrava essere l’incertezza, con sette stati ancora in bilico, tra cui due tradizionali swing states come Florida e Ohio, nelle ultimissime ore della vigilia gli ultimi sondaggi danno l’attuale inquilino della Casa Bianca in vantaggio sul rivale di un paio di punti percentuali.

Ieri, Barack Obama è tornato in Wisconsin, Iowa e Ohio per provare a dare l’ultima spallata all’avversario Romney, impegnato negli ultimi comizi in Florida, Virginia, Ohio e New Hampshire. E non è un caso che sia Obama che Romney hanno fatto tappa in Ohio nell’ultimi giorno valido di campagna elettorale: nessun presidente del passato è mai stato eletto senza aver vinto in questo stato cruciale.

Per quanto riguarda i sondaggi, come detto, ha regnato fino all’ultimo l’equilibrio. Quello di Washington Post-ABCNews, nella giornata di ieri, ha evidenziato a lungo l’assoluta parità (49%) tra i due candidati, salvo poi chiudere in serata con un +3 a favore di Obama (50% contro 47%); sulla stessa linea anche il Wall Street Journal, secondo il quale l’ex senatore dell’Illinois godrebbe di un vantaggio pari a un punto percentuale. Distanze minime, in ogni caso. Entrambi i candidati passeranno l’election night nei rispettivi quartier generali di Chicago e Boston.