I giochi sembrano essere chiusi, e in attesa delle votazioni sembra emergere già un vincitore annunciato delle elezioni Usa 2016: si tratta di Hillary Clinton, che è uscita trionfante dal confronto – duello, l’ultimo dei tre, che si è svolto nella serata di ieri.

Mancano solo venti giorni dall’apertura delle urne, e gli ultimi sondaggi della CNN a ridosso dello scontro televisivo tra i due danno la candidata democratica al 52% delle preferenze contro il 39% ottenuto da Donald Trump, con un significativo 9% di incerti.

D’altro canto il tycoon durante la sfida ha proseguito imperterrito per la sua strada fatta di esclamazioni ad effetto e battute roboanti. Quando per esempio gli è stato chiesto se accetterà l’esito delle elezioni Usa Trump ha risposto “lo deciderò al momento” e “vi lascerò col fiato sospeso”, mettendo in dubbio una delle istituzioni politiche più rispettate nell’intero sistema democratico americano. Riflessione che è stata fatta propria dalla Clinton, che si è dovuta difendere dall’accusa di voler truccare le votazioni: “Così Trump denigra la democrazia americana

Il dibattito ha toccato varie questioni, dal diritto all’aborto all’immigrazione, con la Clinton che rigettando il progetto Strong Border di Trump ha esclamato che “non voglio vedere famiglie deportate, perquisizioni casa per casa, gente finire su convogli ferroviari per essere rimpatriata con la forza. Non siamo quel tipo di Paese”.

Inevitabile anche il riferimento all’ultimo scandalo sessuale che ha coinvolto il miliardario, il quale si è difeso assicurando trattarsi di “bugie e fantasie”, mentre la ex first lady ha incalzato: “Dice che non avrebbe potuto molestarle perché non erano abbastanza attraenti. Sappiamo chi è Mr. Trump”.

Divisioni anche sulle questioni fiscali: Trump le vuole tagliare per tutti, mentre la Clinton intende alzarle per i redditi superiori ai 250mila dollari. C’è spazio anche per un accenno alle presunte ingerenze della Russia nelle elezioni: per Hillary Vladimir Putin sarebbe contento di vedere un presidente degli Stati Uniti “burattino”, ma il repubblicano ha replicato citando le sconfitte belliche diplomatiche di Obama e della Clinton “in Siria e ovunque”.