Elon Musk era atteso letteralmente come un messia al 67° congresso internazionale dell’astronautica di Guadalajara, in Messico, e in effetti il suo discorso e le sue promesse hanno lasciato tutti i presenti a bocca aperta, nonostante siano note da tempo le intenzioni del magnate.

Arrivare a inviare i primi uomini su Marte entro dieci anni: questo il primo passo verso la colonizzazione del pianeta rosso che il miliardario di origine sudafricana ha da sempre come obiettivo finale.

SpaceX, l’agenzia aerospaziale privata, ha naturalmente bisogno di investimenti importanti (Musk ha già innestato personalmente 10 miliardi), ma sono già state realizzate imprese finora ritenute impossibili, basti pensare al successo del razzo Falcon 1 e del satellite SES-8.

Il primo equipaggio a vedere la superficie di Marte dovrà affrontare un viaggio di 115 giorni: questa finora la stima, cui si aggiunge il dettaglio non irrilevanti dei notevoli rischi per la vita degli uomini che parteciperanno alla missione.

Il primo lancio avrà dei costi altissimi per i partecipanti, ma è previsto che con il tempo si scenda a 200mila dollari e quindi fino a 100mila, in base al peso del passeggero.

Il progetto prevede l’utilizzo del nuovo missile si SpaceX, ovvero il BFR, Big Fucking Rocket, e la nuova nave navicella spaziale, la BFS, Big Fucking Spaceship: complessivamente i due saranno alti 122 metri. Il BFR dovrebbe riuscire ad atterrare nella stessa stazione di lancio, mentre la BFS dovrebbe essere parcheggiata in orbita, in attesa di venire fornita di carburante per iniziare il suo viaggio attraverso il Sistema Solare.

Al momento la prima navicella spaziale potrebbe contenere un equipaggio di 100 persone, ma nell’arco di 40-100 anni potrebbero essere un milione di persone a raggiungere Marte, visto che sono previste migliaia di missioni con finestre temporali di lancio utili ogni 26 mesi. Riusciranno però gli uomini a sopravvivere alle radiazioni presenti sul pianeta? Musk ritiene di sì, per quanto si stia tentando di risolvere il problema.

Ovviamente, visti i costi proibitivi della costruzione della navicella spaziale, rimane intatta la possibilità di ritorno per coloro che avessero nostalgia della Terra: di sicuro una prospettiva leggermente meno inquietante rispetto a quanto preventivato in origine.