Anche Elsa Maria Fornero ha voluto dire la sua sulla pungente questione delle future pensioni dei giovani tirata in ballo in questi giorni da Tito Boeri, presidente dell’Inps. Durante un’intervista a “Radio Cusano Campus“, emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, l’ex ministro del Lavoro ha così specificato che non bisogna concentrarsi sulle pensioni ma il problema primario da risolvere è quello inerente al mercato del lavoro:

“Mi sembra che ci sia molto rischio nella piega che ha preso questa discussione. Rischio e anche un po’ di terrorismo psicologico e davvero non ce n’è bisogno. La vera discussione è sul lavoro. Non basta una legge per dare alle persone delle pensioni generose. Bisogna fare in modo che i giovani entrino presto nel mondo del lavoro con forme contrattuali il più dignitose possibile. Dobbiamo aiutare le persone a trovare lavoro e poi dire a chi non ce l’ha fatta che avrà comunque una pensione adeguata a carico della fiscalità generale”.

Secondo la Fornero, quindi, è inutile per i giovani preoccuparsi delle pensioni, ma il loro obiettivo dovrebbe essere solo quello di entrare più velocemente possibile nel mondo del lavoro:

“Sul tema pensioni c’è allarmismo ingiustificato. L’allarme deve essere sul lavoro non sulle pensioni che i lavoratori prenderanno tra quarant’anni. Fatico a immaginare un trentenne che pensa già alla pensione. La pensione non può essere la prima preoccupazione. La mia risposta a questo terrorismo psicologico è quella di ricordare che le pensioni non ci saranno soltanto se non ci sarà stato il lavoro“.

Affermazioni categoriche quelle dell’ex ministro che ha colto l’occasione per commentare anche le dichiarazioni del ministro Poletti circa il valore del voto di laurea:

La laurea con 110 e lode a 28 anni non serve, meglio un 97 a 21 anni? Noi abbiamo la tendenza a polemizzare troppo e le affermazioni tranchant corrono il rischio di alimentare polemiche di cui non c’è bisogno. Gli studenti, questo lo penso anche io, debbono preoccuparsi di non prolungare oltremisura il proprio percorso universitario. Il mondo del lavoro è cambiato, forse oggi molte persone preferiscono avere un voto più basso ma entrare prima nel mondo del lavoro perché si rendono conto di quanto sia importante entrare nel mercato lavorativo. Come in ogni cosa, comunque, serve buon senso“.