Il Consiglio di Stato ha ribadito che la Regione Lombardia dovrà risarcire 133 mila euro al padre di Eluana Englaro, Peppino. Il risarcimento era già stato stabilito dal Tribunale Amministrativo Regionale circa un anno fa e ora la sentenza definitiva del Consiglio di Stato costringerà la Regione a pagare la somma. Il risarcimento è stato giustificato dal fatto che la Regione Lombardia si sia rifiutata di mettere a disposizione una struttura in cui Eluana sarebbe potuta essere accompagnata verso la morte oppure l’autorizzazione a sospendere l’alimentazione e l’idratazione che la tenevano in vita, nonostante non potesse esserci più alcuna speranza di recupero.

Il risarcimento rappresenta dunque il giusto ristoro per Peppino Englaro, per i danni morali e materiali patiti. In seguito alla conferma della decisione da parte del Consiglio di Stato, il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni ha assicurato che sarà dato corso alla sentenza e che il risarcimento verrà corrisposto. Maroni ha dunque confermato, al contrario del predecessore Roberto Formigoni, che l’ente regionale si farà carico della somma da erogare. Non vi sarà dunque alcun ricorso in Corte di Cassazione, dato che la Regione avrebbe rinunciato a proporlo onde procedere immediatamente con lo sborso del risarcimento.

La vicenda di Eluana Englaro sembra così essere giunta al termine, dopo diciassette anni in cui la ragazza è rimasta in coma vegetativo, dopo una lunga battaglia intrapresa dalla sua famiglia per concederle una morte dignitosa attraverso l’eutanasia e infine dopo il 9 febbraio 2009, quando la ragazza si spense in una struttura di Udine.