La scomparsa di Emanuela Orlandi è senza dubbio uno dei gialli irrisolti che ha tenuto (e continua a tenere) l’Italia col fiato sospeso. La giovane, cittadina vaticana, sparisce a Roma all’età di 15 anni in circostanze misteriose: era il 22 giugno 1983. Di lei da quel momento non si hanno più notizie.

Perché è stata rapita? Qual è stato il ruolo del Vaticano? La Santa Sede ha fatto tutto il possibile? Cosa si nasconde dietro questo caso?

Sulla sua sparizione sono state avanzate diverse ipotesi. Dalla pista dei presunti collegamenti con l’attentato a Giovanni Paolo II ai presunti collegamenti con lo scandalo IOR fino ai presunti collegamenti con la Banda della Magliana e infine persino la pista della pedofilia.

Tornando indietro nel tempo, nel mese di luglio 1983, l’allora Papa Giovanni Paolo II durante l’Angelus rivolse un appello ai presunti responsabili della scomparsa della giovane. Poco dopo giunse alla sala stampa vaticana una telefonata da un uomo – l’Amerikano – che avrebbe detto di avere in ostaggio la Orlandi e avrebbe chiamato in causa l’uomo che aveva sparato al Papa in Piazza San Pietro anni prima. Nel 2010 la svolta con il fratello di Emanuela, Pietro, che – a seguito di un colloquio con Mehmet Ali Agca – apprese dall’ex terrorista che la sorella sarebbe stata rapita per conto del Vaticano facendo il nome di un cardinale ritenendolo persona informata i fatti. Il religioso ha poi smentito tutto.

Secondo alcuni giornali dell’epoca, l’Amerikano sarebbe stato l’allora presidente dello IOR, la banca vaticana: per gli specialisti del SISDE si trattava di un uomo che conosceva bene la lingua latina, che era forse di cultura anglosassone e che aveva una conoscenza approfondita del mondo ecclesiastico e del Vaticano. Pista che, però, preste fu abbandonata.

Nel 2005 a “Chi l’ha visto?” giunse una segnalazione anonima secondo cui per risolvere il caso della Orlandi bisognava scoprire chi era sepolto nella Basilica di Sant’Apollinare. Si trattava di un capo della Banda della Magliana.

Infine è saltata fuori un’altra pista investigativa, quella della Orlandi attirata e uccisa in un giro di festini a sfondo sessuale in cui sarebbero stati coinvolti esponenti del clero, un gendarme vaticano e personale diplomatico di un’ambasciata straniera presso la Santa Sede. Un’altra ipotesi, invece, riguardava un presunto coinvolgimento di preti pedofili a Boston. Per Gabriele Amorth, la giovane sarebbe morta nel corso di un’orgia di pedofili inVaticano: sarebbe stata droga e poi uccisa, come emerge in un’intervista rilasciata dal religioso a “La Stampa”. Ecco le sue parole:

Come dichiarato anche da monsignor Simeone Duca, archivista vaticano, venivano organizzati festini nei quali era coinvolto come “reclutatore di ragazze” anche un gendarme della Santa Sede. Ritengo che Emanuela sia finita vittima di quel giro. [...] Non ho mai creduto alla pista internazionale, ho motivo di credere che si sia trattato di un caso di sfruttamento sessuale con conseguente omicidio poco dopo la scomparsa e occultamento del cadavere. Nel giro era coinvolto anche personale diplomatico di un’ambasciata straniera presso la Santa Sede.