Chiede ancora giustizia la famiglia di Emanuela Orlandi per quella figlia che non potrà più vedere. È infatti di queste ultime ore la notizia della richiesta di un’istanza di accesso agli atti, allo scopo di visionare le carte che sono custodite dalla segreteria di Stato del Vaticano.

Inoltre, a 34 anni dalla scomparsa misteriosa della giovane, è stata chiesta anche un’audizione con il segretario Pietro Parolin: motivo dell’incontro sarebbe un dialogo proficuo sulle modalità e l’identità di chi ha seguito la vicenda.

In mattinata presso la Santa Sede verrà depositato un documento che contiene un dossier in possesso del Vaticano, come emerso nel corso del processo Vatilikeas: una circostanza finora tenuta segreta, che potrebbe ribaltare completamente il caso. Ed è su questo tasto che continua a battere Pietro Orlandi, fratello della ragazza che scomparve il 22 giugno del 1983.

Il furto del 2012 di alcuni dossier riservati, divenuti materiale per lo stampa, rende pubblici documenti della Cosea, l’organismo creato da papa Francesco con l’obiettivo dichiarato di rendere trasparente la gestione economica: ed è in questo contesto delle indagini della gendarmeria che si ricomincia a parlare di un dossier segreto relativo al mistero di Emanuela Orlandi, nel quale potrebbero esservi contenuti resoconti sulle attività inedite fino al 1997.

La famiglia ritiene fondamentale anche il colloquio con Parolin a causa di n atto acquisito dalla Procura di Roma nel quale si attesta che “tutta la dolorosa vicenda fu seguita a fondo direttamente dalla segreteria di Stato”: il cardinale, essendo un uomo nuovo di Francesco (scelto in sostituzione di Tarcisio Bertone), potrebbe essere la persona giusta per dirimere i dubbi degli Orlandi, nonostante i due precedenti incontri non fossero approdati a novità significative.