L’emergenza acqua a Roma continua a far discutere anche perché al momento non sembra essere stata trovata una soluzione in grado di soddisfare tutte le parti in causa. Il rischio razionamento dell’acqua, nella Capitale, si fa sempre più concreto. Preoccupazione, in tal senso, è già stato espresso dalla Ministra Beatrice Lorenzin (che teme, in particolare, per la ripercussione che la sospensione dell’erogazione dell’acqua possa avere sui servizi assistenziali).

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha invece sottolineato come le perquisizioni che ieri sono avvenute negli uffici di Acea Ato 2 (in merito al presunto danno ambientale subito dal lago di Bracciano) dimostrerebbero che il problema è reale e che andrebbe affrontato. Così come sembra che il Governo sia intenzionato a fare.

E mentre pare che la sospensione e il razionamento dell’acqua a Roma possa partire da lunedì 31 luglio, la sindaca Virginia Raggi si appella proprio al Governo, affinché possa intervenire in modo efficace e scongiurare così il rischio che Roma possa rimanere praticamente senza acqua. La prima cittadina della Capitale chiede, in particolare, che venga dichiarato lo Stato di Emergenza nella Regione Lazio, così come in precedenza era stato richiesto per le province di Piacenza e di Parma. Un provvedimento, questo, che secondo la Raggi consentirebbe a Roma di superare l’emergenza acqua.

Queste le parole di Virginia Raggi, che ha anche pubblicato un post sulla propria pagina Facebook:

È intollerabile che Roma venga privata dell’acqua. È un danno enorme per i cittadini, per le attività economiche e commerciali. È un danno di immagine per tutta l’Italia. Ma sono preoccupata soprattutto per la fornitura di acqua ad ospedali, case di cura, strutture sanitarie e, non ultimo, per l’approvvigionamento ai Vigili del Fuoco che in un periodo come questo risulta di fondamentale importanza. Il Governo intervenga con gli strumenti che ha a disposizione. È necessaria la dichiarazione dello Stato di Emergenza per il Lazio così come avvenuto lo scorso giugno per le Province di Parma e Piacenza: un provvedimento che ha consentito di superare la crisi e che è stato richiesto con forza dal territorio. Si deve intervenire ora“.