È allarme smog al Nord Italia dove si iniziano a registrare le prime situazioni critiche. A partire da Torino in cui i livelli di PM10 hanno raggiunto i 114 microgrammi al metro cubo, oltre il doppio la soglia massima che è stata fissata in 50. In totale sono 25 le città a rischio: da Cremona a Padova passando per Milano con effetti disastrosi sulla Pianura Padana. A Torino l’amministrazione comunale ha chiesto ai cittadini di “evitare di aprire porte e finestre” e persino di limitare l’attività fisica all’aperto. L’aria è talmente irrespirabile che da giovedì non potranno più circolare i veicoli diesel fino a Euro 4 dalle ore 8 alle 19. Sabato divieto esteso anche alle vetture Euro 5.

Smog, l’ira del Codacons

Siamo oramai all’assurdo con i cittadini sequestrati in casa e costretti a non aprire porte e finestre. A Torino i cittadini subiscono gli effetti di politiche ambientali sbagliate. Valuteremo le azioni legali da intraprendere contro il comune di Torino” ha dichiarato il Codacons. “Le misure adottate rispondono alla necessità di tutelare la salute di tutti” è la replica dell’assessore comunale all’Ambiente.

Smog, 80mila morti all’anno

“Non è possibile che la politica non intervenga subito per fermare in Italia la guerra dell’aria che, secondo i dati del’Agenzia europea dell’Ambiente, causa quasi 80mila morti all’anno” hanno precisato i Verdi. Per Legambiente, infine, ci sarebbero stati “troppi ritardi da parte di Regioni e sindaci”.